Rivista di Play Therapy N° 4_2022

rivista psicologia e play therapy dell'associazione play therapy italia

Sommario:

  1. "Adulti carismatici: Una presenza affidabile e premurosa nella vita dei bambini" di David A. Crenshaw, PhD, ABPP, RPT-S™
  2. "Filial Therapy: Genitori agenti di cambiamento primario per i propri figli" di Claudio Mochi, MA, RP, APT-USA & APTI RPT-S™
  3. "La prospettiva di genere nel gioco dei bambini" di Isabella Cassina, MA, TPS, CAGS, Dottoranda

Dettagli rivista:

Editore: APTI (1° maggio 2022)
Direttrice: Isabella Cassina
Distribuita da: APTI (Italia) e INA Play Therapy (Svizzera italiana)
Stampata in Italia, a colori, 24 pp
Lingua: italiano
ISSN: 2673-9151

Parole chiave:

Adulti carismatici
Play Therapy
Filial Therapy
Agenti di cambiamento
Genitori e figli
Gioco
Genere

Leggi le sintesi degli articoli!

Elaborate dai soci APTI nel contesto dell'attività volontaria di diffusione della Play Therapy in Italia.

Filial Therapy: Genitori agenti di cambiamento per i propri figli

Un articolo di Claudio Mochi, MA, RP, APT-USA & APTI RPT-S™. Sintesi di Florindo Sacchi, Psicologo specializzato in Neuroscienze cliniche e cognitive.

L’articolo si incentra sull’importanza delle figure genitoriali nel trattamento dei bambini con severe problematiche e introduce la metodologia Filial Therapy. A partire dagli anni Sessanta, il Dottor Bernard Guerney divulgò come tale metodologia fosse efficace nell’aiutare a creare una relazione positiva tra il genitore e il figlio mediante il gioco, permettendo così il superamento delle difficoltà psicosociali del bambino.

Il Dottor Guerney ritenne che i genitori potessero essere agenti di cambiamento primario per i propri figli. In tale veste di “agente primario di cambiamento”, il genitore promuove l’insight e i cambiamenti comportamentali nei propri figli.

La Filial Therapy venne inizialmente valutata con scetticismo in quanto ai tempi si considerava la terapia unicamente come un approccio interpersonale tra bambino e terapista ove i problemi erano direttamente associati alle dinamiche disfunzionali dei genitori che necessitavano un approccio individuale separato da quello dei figli. Il concetto dell’epoca non collimava con quello della Filial Therapy che sostiene, invece, che l’apprendimento di abilità terapeutiche da parte del genitore applicate ai propri figli genera un impatto positivo superiore a quello di qualsiasi professionista.

Per ovviare a tale incredulità, il Dottor Guerney e colleghi iniziarono dei percorsi di ricerca per oggettivare l’efficacia della Filial Therapy. Vennero riscontrati una diminuzione dei sintomi nei bambini che presentavano un’ampia varietà di problematiche (ad esempio disturbo della condotta, comportamento oppositivo-provocatorio, AD/HD, ansia, disadattamento sociale, ecc.) oltre che cambiamenti positivi in varie aree quali sicurezza di sé, problem solving, autoregolazione, espressione delle emozioni, ecc.

Per quanto riguarda i genitori, fu documentato un aumento nel livello di accettazione, empatia, sicurezza di sé e migliori capacità di comunicazione oltre che una maggiore conoscenza dei bisogni, delle risorse, dei limiti e delle emozioni dei figli con una diminuzione del senso di frustrazione dei genitori nei confronti dei figli. Nella Filial Therapy il cliente è la famiglia e il livello della comunicazione familiare migliora così come la relazione tra coniugi e tra fratelli, strutturando un ambiente familiare funzionale.

Dall’idea di partenza del Dottor Guerney, la coniuge Dottoressa Louise Guerney sviluppò il modello d’intervento integrato di Filial Therapy che conosciamo ora e che prevede che i genitori, attraverso interventi psicoeducativi, apprendano le abilità terapeutiche caratteristiche del modello Child-Centered Play Therapy e, con la guida di un professionista formato in Filial Therapy, imparino a condurre delle sessioni di Play Therapy non-direttiva con i propri figli.

È stato dimostrato che le abilità apprese nei percorsi di Filial Therapy sono generalizzabili negli eventi di vita quotidiana, in un setting non necessariamente clinico, e funzionali per il bambino anche a distanza di anni.

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L'Associazione Play Therapy Italia APTI è stata fondata nel 2009 e si occupa in particolare di psicologia e psicoterapia dell'età evolutiva. L'APTI promuove il valore del gioco, diffonde la conoscenza e la pratica della Play Therapy e del Gioco Terapeutico, conferisce credenziali ai professionisti per aiutare i consumatori ad identificare coloro con formazione ed esperienza specializzata, approva Enti di formazione continua in Play Therapy in Italia e nella Svizzera italiana che seguono e promuovono determinati criteri di qualità e professionalità condivisi dall’APT degli Stati Uniti. L'APTI pubblica la Rivista di Play Therapy ed è membro di direzione dell'International Consortium of Play Therapy Associations (IC-PTA).

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